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Manifestando Shakti

Materializzazione

La materializzazione è la conversione di energia in materia. Tutti gli oggetti sono essenzialmente particelle di energia. Tutti gli oggetti sono fatti di energia; quindi, l'energia può essere smantellata, spostata, assemblata e arrangiata da qualcuno che sappia giocare con la materia e lo spazio. Nei tempi Vedici, Rishi, munis e cercatori spiritualmente avanzati usavano il potere della materializzazione per manifestare bhasma e altri oggetti per guarire e benedire le persone che venivano da loro per ottenere soluzioni. Kamdhenu, la vacca che esaudisce i desideri menzionata nei Purana, era una vacca divina che viveva nell'ashram del Rishi Vashistha, che aveva il potere di materializzare qualsiasi cosa.

Tra gli straordinari poteri, forse il più avanzato è la materializzazione. La materializzazione è una delle shakti più complesse. Prakamya è il potere della creazione dal nulla. E' avere la capacità di manipolare la materia e l'energia. In un atomo, solo l'1% è materia, e il resto è spazio. La materializzazione richiede il controllo di quell'1% dell'atomo che è materia.

Lo smantellamento e l'assemblaggio di energia possono avvenire solo nell'hiranyagarbha - l'utero cosmico. L'Hiranyagarbha è dove è avvenuta la creazione - l'utero della madre cosmica. Quando THE SUPREME PONTIFF OF HINDUISM BHAGAWAN SRI NITHYANANDA PARAMASHIVAM smantella o assembla, teletrasportando o materializzando la materia, tutto lo spazio intorno a Lui diventa l'hiranya garbha - l'intensa presenza di Jagat Janani, madre dell'Universo e Divina consapevolezza femminile. Quando i devoti siedono in quello spazio, subiscono anche un'incredibile trasformazione.

"Ho ottenuto tutti questi poteri troppo facilmente." dice THE SUPREME PONTIFF OF HINDUISM BHAGAWAN SRI NITHYANANDA PARAMASHIVAM.

Materializzava caramelle per se stesso e tutti i suoi amici e faceva scherzi innocui a persone che gli creavano problemi. Fu solo da un'altra grande influenza spirituale, Maataa Vibhutananda Devi, che Swamiji apprese la responsabilità che deriva dall'avere poteri.

"Una delle mie ispirazioni, Vibhutananda Devi, una persona molto educata, umile, pia, con poteri incredibili. Qualunque cosa decidesse di fare, non doveva nemmeno pensarci due volte. Una voltami misse che mi avrebbe insegnato le Upanishad e mi disse di andare a prendere il libro Upanishad al mercato. Sono andato a cercare dappertutto, dappertutto. Non fui in grado di ottenerlo. Tornai da lei molto triste e le dissi: "Ma, il libro Upanishad non c'è. Io non so cosa fare."

Lei disse: "Non preoccuparti. Qual è il significato di 'Upanishad'?" chiese. Dissi: "Upanishad significa stare seduto con il Maestro." Lei disse: "Siediti."

Mi sono seduto. La cosa divertente è che, dopo essermi seduto, mi ha messo la sua mano sulla mia mano e ho visto il libro Upanishad lì. Molto potente; si materializzò.

Capisci, se hai questo potere, di solito la santità sparirà. Ma in lei ho visto la santità, la semplicità e la potenza che si esprimono tutte insieme. Questa è la bellezza. Vedi, se aveva e portava costantemente con sé l'ego che deriva dal fatto di avere i poteri, non mi avrebbe nemmeno mandato a comprare il libro. Avrebbe potuto dire 'Siediti. Lo materializzerò e inizierò la lezione.' Avrebbe potuto farlo. Lei non l'ha fatto. Significa che non lo faceva per il suo ego. Non lo faceva per soddisfare l'ego. Solo quando è stato davvero necessario, ha espresso quel tipo di potere. Era una grande persona, pia."

Esperienza di Materializzazione

Mahayogini Ma Nithya Mahayogananda, una devota di THE SUPREME PONTIFF OF HINDUISM BHAGAWAN SRI NITHYANANDA PARAMASHIVAM e prima adulta a irradiare questi poteri, esemplifica il concetto di Unità nella sua condivisione della prima volta che Swamiji ha materializzato la sacra cenere, vibhooti, attraverso di lei. Nel 2010, una mattina si è seduta con la sua famiglia per un satsang tenuto da Swamiji. Era vestito di blu e oro in quel momento, precedendo l'incoronazione come capo del Madurai Aadheenam. Sul petto c'era un tessuto ricamato azzurro e oro. Lo fissò ammirandolo dal suo schermo, incantata dalla regalità che Lui emanava.

"Chiunque sia connesso a me," dichiarò Swamiji "ora vedrà la vibhooti teletrasportata nelle sue mani!" Si sfregò le mani, gli anelli d'oro alle dita che brillavano sulla sua pelle scura. Poi, improvvisamente, sollevò le sue mani, come se stesse sollevando qualcosa nell'aria attorno a lui. E infatti, lo stava facendo. Stava elevando la kundalini, facendola alzare, svegliare e rendndola viva in tutti. Nell'Oman, Ma Nithya Mahayogananda sedeva mentre Swamiji la conduceva attraverso il processo chiamato "effetto- eNSM". Con le dita intrecciate in samana mudra e le gambe incrociate, aspettò che la vibhooti le apparisse. Ha aspettato e aspettato fino alla fine della sessione e fu scioccata al vedere che non c'era vibhooti nelle sue mani.

Cosa significa questo? Pensò tra se stessa. Non sono connessa a Swamiji?

I suoi genitori insistevano perché andasse a lavorare e si dimenticasse di ciò. "Swamiji se ne prenderà cura" le dissero mentre la spingevano a prepararsi ed andarsene. "Andatevene!" Gridò Ma Nithya Mahayogananda a suo padre senza pensarci. Il suo intero essere era sopraffatto dallo shock, dalla sensazione di fallimento, dall'idea che "lei poteva non essere abbastanza" "No," decise. "Devo sedermi."

Per quattro ore si sedette. Rise e pianse mentre la sua mente la trascinava dentro e fuori il delirio. Amava Swamiji, lo sapeva. Quindi il teletrasporto doveva avvenire. Tra le migliaia di partecipanti al processo in quel giorno, lei era forse l'unica a essere abbastanza feroce con se stessa - da chiedere all'Universo il risultato dell'amare il suo Guru.

L'universo non ebbe altra scelta che assecondarla. Alla fine delle quattro ore, aveva perso conoscenza. Si svegliò a causa dell'acqua cosparsa su di lei dai suoi genitori che erano stati convinti dalla sua natura testarda a rimanere e ad aspettare anche loro. Una manciata di vibhooti le macchiava le mani.

Ma Nithya Mahayogananda sorrise dolcemente, mettendo un po' della vibhuti sulla sua fronte e un po' sulla sua lingua. Il resto lo lasciò al suo altare, senza pensare al prodotto miracoloso. Per lei, non era questa polvere che voleva. Voleva semplicemente il sentimento di connessione. Era quello che le serviva per manifestare il teletrasporto.

Questo è il segreto per manifestare i poteri una relazione aperta e integrata con Sadashiva. Per i discepoli di THE SUPREME PONTIFF OF HINDUISM BHAGAWAN SRI NITHYANANDA PARAMASHIVAM, quello è Lui.