Sì…?
Swamiji, cerchiamo sempre di avere un risultato nella vita. Anche questo è un gioco dell' ego?
Sì, naturalmente! Sei arrivato al dunque. Quando pensi che la vita abbia uno scopo e corri dietro a quello scopo, sei egoista. Quando realizzi la bellezza dell'Esistenza e con essa fluisci, e capisci che la vita di per sè è lo scopo e che tutti gli scopi sono solo illusioni, allora hai consapevolezza. Allora non sei più egoista.
Un Maestro è colui che ti fa capire l' 'assenza di scopo' nella vita. Quando cerchi con uno scopo, ti lasci sfuggire la realtà, perché quando corri dietro a uno scopo, ti perdi il presente. Semplicemente ti fai sfuggire l'Esistenza.
Quando realizzi la mancanza di scopo nella vita, in te comincia a sbocciare una nuova consapevolezza. Allora capirai che i diamanti che hai sempre protetto, erano solo pezzi di pietra. Capirai che le cose che credevi grandi, erano solo giocattoli. Capirai che il denaro non è la vera felicità che stai cercando. Stai cercando al di là di tutto questo.
Comincerai a guardare alla vita come a un grande spettacolo divino, di Esistenza. Godrai di questo spettacolo e reciterai la tua parte con il massimo del divertimento e della perfezione. Non vivrai per dei fini. Vivrai per vivere e per godere la vita.
Vedi, cerca di capire, non sto dicendo che dovresti smettere di guadagnare. Senza denaro non puoi fare nulla nella vita. Sto solo dicendo: godi ogni momento che vivi e fa sì che i tuoi fini siano puramente casuali nella totalità del processo. Devi capire che il tutto è solo una commedia, nella quale reciti una parte. Quando sei attaccato a dei fini, ti lasci sfuggire questo concetto.
In una rappresentazione teatrale c'è motivo di essere attaccati a una personaggio o all'altro o a qualsiasi altra cosa? No! Sembrerà subito ridicolo, non è così? Ugualmente, anche la Vita è una grande rappresentazione. Non attaccarti in nessun modo. Recita solo la tua parte e goditi lo spettacolo.
Cerca di capire che la vita non è il fine, ma il sentiero stesso. Quando hai un fine, corri. Quando corri, i piedi non toccano terra. Quando non tocchi terra, perdi la bellezza dell' Esistenza. Quando corri, letteralmente perdi la sensazione dell'Esistenza sotto di te. Quando lasci andare il fine, l'enfasi sarà di conseguenza sul sentiero. Il sentiero è fatto per essere goduto. Del fine ci si prenderà cura automaticamente.
Quando capisci la mancanza di scopo nella vita, capirai il significato di vivere. Finché non comprendi questo, vivrai la vita in modo inconsapevole. Stai vivendo senza vera Consapevolezza. Stai vivendo con un ego solido che vede solo traguardi da raggiungere e non la bellezza della Vita di per sè.
Sacrificare tutta la vita in funzione dello scopo non è il modo di vivere. Se vivi così, una volta raggiunto lo scopo, ti pentirai soltanto di aver perso tutta la vita dietro a cose insignificanti. Lascia andare lo scopo e goditi il cammino. Continua a meditare su questo insegnamento. La Verità prima o poi ti apparirà.
E un'altra cosa: non escludere niente dalla tua vita e non pensare mai che ti stai perdendo qualcosa. La Spiritualità non esclude mai, accoglie sempre. Quando escludi qualsiasi cosa dalla vita, la perdi. Invece, integra e accetta tutto. Allora sarai totale. E quando sei totale sei divino!
Naturalmente se qualcosa non ti interessa, è diverso. Non occorre che ti dia pena a cercare di accettarla. Semplicemente agisci con consapevolezza e continua a fluire.
Cerca di capire: lo scienziato è uno che crea una formula per riprodurre nel mondo esterno qualcosa che ha scoperto, perché gli altri ne possano avere esperienza.
Un Maestro è uno che crea una formula per riprodurre qualcosa del quale ha avuto esperienza nel mondo interno, perché gli altri ne possano avere esperienza. Crea una formula per riprodurre la beatitudine che ha sperimentato nella Consapevolezza, perché anche gli altri ne possano avere esperienza.
Vi sto dando un metodo per realizzare la beatitudine suprema, ovvero THE SUPREME PONTIFF OF HINDUISM BHAGAWAN SRI NITHYANANDA PARAMASHIVAM. Sì…?
Swamiji, come dobbiamo comportarci per distruggere l'ego?
Per prima cosa, cercate di capire chiaramente che in un modo o nell'altro avete ego, attivo o passivo. Poi, cercate di vedere i modi diversi in cui l'ego si manifesta, dei quali abbiamo già discusso. I sensi di colpa, i desideri, la paura, la modestia, l'importanza che dài a te stesso, ecc., sono tutte forme diverse di ego che si manifestano perché hai una percezione solida dell' 'io' e del 'mio'. Quando hai compreso questo, diventa osservatore e capirai che tutta la vita è uno spettacolo. Così facendo sarai in grado di sentire il solido sé dissolversi, l'ego dissolversi.
Quando questo inizia ad accadere, sarai automaticamente in risonanza con l'Esistenza e vedrai che le cose si aggiustano da sole, rendendo bella la vita. Quindi, vivi con l'unico fine di uccidere l'ego. Quando sei pronto a uccidere l'ego, sei pronto a essere libero. Tutto qui.
Swamiji, hai detto che il Chakra Ajna è associato all'innocenza e all'intelligenza. Come spieghi l'innocenza e l'intelligenza?
Quando ti liberi dal rigido meccanismo della mente, diventi fluido, fluisci come un fiume. Allora sei intelligente. Quando riesci a pensare in modo relativo, sei intelligente. Quando sei spontaneo, sei intelligente. Quando è difficile sfidarti, sei intelligente.
Quando sai che la vita è una commedia, sei intelligente. Quando comprendi che l'Esistenza è la Forza Vitale ultima, sei intelligente. Quando sei consapevole e conscio del tuo silenzio interiore, sei intelligente.
Quando riesci a sorridere e a ridere spontaneamente senza mente, sei intelligente. Quando irradi energia solo con la presenza, sei intelligente. Quando non ti fissi a lungo su nulla e non è facile provocarti, sei intelligente. Quando riesci a percepire il tuo ego consapevolmente, sei intelligente. Quando sai che sei ricco non per le tue ricchezze ma per il tuo Essere, sei intelligente.
Quando riconosci un Maestro, sei intelligente. Quando sei pronto a consegnare l'ego al Maestro, sei intelligente. Quando reciti la commedia della vita, godendoti ogni momento, sei intelligente!
Una storiella.
A tre uomini veniva posta la stessa domanda: "Che cosa faresti se ti venisse detto che ti restano solo dieci giorni di vita?"
Il primo disse: "Metterei in ordine tutto il lavoro, chiarirei ogni sospeso, in modo che la mia famiglia non abbia a soffrire dopo che me ne sono andato e poi me ne andrei in pace".
Il secondo uomo disse: "Mi godrei la vita al massimo, facendo tutto quello che non ho mai fatto prima".
Il terzo disse: "Consulterei un altro medico!"
Questa è intelligenza! Quando riesci a essere spontaneo, anziché restare intrappolato negli schemi fissi e conosciuti che ti sei costruito, fluisci e sei intelligente.
Un'altra storiella.
In un ospedale suonò il telefono e l'infermiera rispose. Una voce chiese: "Posso sapere come sta Chanda Basu della stanza n. 10 per favore?"
L'infermiera rispose: "Sta bene. Speriamo che possa uscire domani sera. Con chi parlo?" La voce rispose: "Sono Chanda Basu. In questo posto non dite mai niente ai pazienti".
Questa è intelligenza! Quando non ti fissi su qualcosa, quando non sei a lungo vittima di provocazioni, sei intelligente.
Ora ascolta questa:
Un tale portò un amico di città alla sua fattoria.
Lo accompagnò in giro per mostrargliela e gli chiese: "Devi aver trovato sorprendente vedere così tante pecore! Hai provato a contarle?"
L'amico rispose: "Oh sì, erano trecento".
L'uomo rimase sorpreso e domandò: "Come sei riuscito a contarle?"
E l'amico: "Oh, è stato semplice. Ho contato le gambe e poi ho diviso per quattro".
Questa non è intelligenza. E' un modo di mostrare come nella vita riusciamo a complicare le cose semplici.
E adesso parliamo dell'innocenza. I bambini sono l'esempio migliore per comprendere l'innocenza. Parlano e basta, senza preoccuparsi del contenuto. Non fanno calcoli. Sono totali nel modo di comportarsi! Non sono mai maliziosi nè ipocriti. Questa è innocenza.
Ma cosa facciamo con loro? Facciamo del nostro meglio per insegnargli come si parla, come si manipola. Gli insegniamo a spostarsi dal cuore alla mente, cosicché la pura innocenza viene contaminata dalla mente.
Una storiella.
A un bambino dissero che una zia danarosa quel giorno sarebbe andata a trovarli e che si sarebbe dovuto comportare meglio che poteva.
La zia arrivò e in suo onore fu servita una gran cena.
Il bambino continuò a osservarla per tutta la cena e alla fine chiese: "Zia, quand'è che fai il tuo gioco di prestigio?"
La signora rispose: "Che gioco, caro?"
E il bambino: "Papà dice che riesci a bere come un pesce!"
I bambini dicono solamente quello che pensano. Si esprimono liberamente. Questo è il motivo per cui sono tanto gioiosi! Questa innocenza ci attrae. Ma non lo capiamo e insegniamo loro come essere astuti, come manipolare. Lo facciamo continuamente.
Una bambina andò dal nonno e gli chiese: "Nonno, sei veramente capace di imitare la rana?"
Il nonno rimase sorpreso e disse: "Perché me lo chiedi?"
E la bambina: "Ho sentito i miei genitori dire che quando farai il verso della rana (n.d.t.: in 'slang' tirare l'ultimo respiro = gracidare), a noi resterà una piccola fortuna".
Siamo sempre ipocriti. Non ci esprimiamo mai liberamente. Pensiamo una cosa e ne diciamo un'altra. Per questo siamo diventati così brutti! Abbiamo semplicemente perso l'innocenza. I bambini non sono ipocriti. Sono naturali. Sono belli perché si esprimono liberamente.
Un'altra storiella.
Una madre stava lasciando il figlio a casa di un'amica per quella giornata. Disse al bambino di ricordarsi di ringraziare l'amica la sera, prima di venire via. Il bambino la sera tornò a casa e la madre gli chiese se avesse ringraziato l'amica. Rispose: "Non l'ho fatto, perché quando l'altra bambina l'ha ringraziata, lei ha detto 'non dirlo'!"
I bambini sono così! Naturalmente è nostro dovere insegnar loro le cose fondamentali, come la gratitudine, ma sto cercando di farvi capire che non dovremmo farli diventare ipocriti. Facciamo in modo che capiscano il gioco e giochino con consapevolezza, senza ego, solo con consapevolezza. Diamo loro le regole fondamentali e l'intelligenza affinché riescano a discriminare da soli.
Una cosa: l'innocenza del bambino è causata dall'ignoranza. Questa innocenza deve esserci per forza nel bambino, perché ancora non è stata influenzata dai condizionamenti sociali. Ma una volta che iniziano i condizionamenti sociali e acquisisce conoscenza, il bambino perde questa innocenza. Ma può ricollegarsi all'innocenza che ha perso nel corso degli anni, grazie a una profonda consapevolezza. Questa innocenza riconquistata è la vera innocenza, perché adesso non viene dall'ignoranza, ma da una profonda comprensione.
Questa è la differenza tra l'innocenza dei bambini e l'innocenza dei Maestri. La conoscenza materiale soffoca l'innocenza e nutre l'ego. Ma l'intelligenza e la consapevolezza possono mettere da parte la conoscenza e far riemergere l'innocenza. Quando accade, hai trovato la via.
Sì…?