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LE VERITA' COSMICHE (Cosmic Truths)

CHAPTER(4): SEGRETI SACRI SULLA NASCITA

Registri Cosmici sulla Morte - lettura 3

Namah Shivaya Namah Shivaya Namah Shivaya

La morte è il Guru e Dio, non l' oblio come viene percepita dagli individui centrati sul corpo. La morte è un processo 'bollente'. Ogni volta che gli engrammi, i desideri, la paura, l'avidità, tutti vengono 'cotti' nell' alta energia, c'è la possibilità che vostri desideri possano diventare realtà; che le tue paure possano essere conquistate. Si può essere liberi sia dal desiderio che dalla paura se si è pronti, se si è abbastanza coraggiosi ad affrontare il processo consapevolmente.

Capite, durante la morte i vostri desideri arrivano davanti a voi solo per farvi raggiungere la disillusione che può essere causata dalla loro presenza. Le paure si mostrano di fronte a voi per farvi capire che non vi possono più spaventare. Ma se non avete la consapevolezza di guardare dentro di essi, si viene da loro illusi. Anche quando vengono a rivelare la verità su di loro, è come se fraintendeste un amico di essere un nemico, e prima ancora che l'amico esprima la sua cordialità, pensate che sia un nemico e vi rapportate con un atteggiamento diverso.

Così, quando i desideri e le paure sono di fronte a voi durante il momento della morte, abbiate la pazienza e la consapevolezza riposante di guardare in loro. Stanno arrivando di fronte a voi solo per mostrarvi la loro disillusione e che non possono spaventarvi più. Ma se non li guardate con una profonda consapevolezza riposante, quei desideri daranno un'estensione sbagliata della vita alla vostra mente inconscia e inconsapevole. Quando ai desideri viene data un'estensione sbagliata della vita, ciò che si verifica è il paradiso. Quando viene data un' estensione sbagliata della vita alle paure, ciò che si sperimenta è l'inferno. Quando avete a che fare con entrambi con la consapevolezza riposante, ciò che si sperimenta è la Liberazione.

La morte può essere un grande guru per liberarvi, e Dio per darvi l'Ultimato.

Avere la consapevolezza riposante in ogni momento della vostra vita durante i grandi attacchi di paura e avidità mentre si è nel corpo, è il modo migliore per prepararsi alla morte, ottenendo la capacità di gestire le vostre paure e brame che si possono incontrare mentre si lascia il corpo. Il momento di lasciare il corpo è di grande importanza. Questo momento deciderà il modo in cui continuerà il vostro viaggio.

Quindi preparatevi con la consapevolezza riposante: vivendo continuamente da Jeevanmukta, praticando il vivere l'illuminazione (jeevanmukta), viene stabilita la consapevolezza riposante durante tutto il caos o tsunami di paura e attacchi avidità nella vostra vita.

Mentre si è nel corpo in modo inconscio senza avere la consapevolezza, la percezione sulla morte prima di morire o durante la morte può portare enormi sofferenze e può recare un grande danno al processo evolutivo della consapevolezza, che viene definito come Nivritti nei registri delle Upanishad.

Quindi capite, il muovervi coscientemente nel processo della morte vi libera dalla paura e avidità. Ogni momento della vita, quando passate attraverso la paura o l'avidità, la piccola dimensione della morte è percepita e vissuta dalla vostra coscienza inquieta. Apportate la consapevolezza riposante; avrete così una completa profondità nella gestione della paura e dell'avidità con la consapevolezza quieta, in modo che possa liberarti.

Poiché queste verità sono Apourushya, non dipendono da alcun individuo, compreso il corpo attraverso il quale vengono lette, e Saarvabhoumya, universale, chiunque interiorizzi questa verità, allineando il proprio processo consapevole di conoscenza sulla base di queste verità, sarà liberato e celebrerà la propria stessa esistenza con la grazia di Kalabhairava Mahakala, il Cosmo stesso.

DOMANDE E RISPOSTE

La prima domanda di oggi è di Ma Nithya Priyatmananda, che chiede: 'Caro Kalabhairava, quali sono i passi per la meditazione sulla morte che dobbiamo fare ogni notte? Ti prego di spiegare.'

Kala Bhairava: 'Ogni paura che accumuli, ogni paura che ti fa agitare, ogni paura alla quale non vuoi pensare, ricordare: passa attraverso tutte queste paure consapevolmente, senza decidere nè di salvare te stesso da quella paura, né con l'avidità di trovare quello di cui hai paura. Così, senza avere l'avidità o la paura, entra nella paura. Naturalmente la paura perde la sua qualità di paura quando non porta la paura o l'avidità per la paura. L'avidità ha la qualità della cupidigia, per la tua brama di avidità e la paura per l'avidità.

Allo stesso modo la paura ha la qualità della paura a causa del timore per la paura e per l'avidità indiretta nei confronti della paura.

Così, quando le tue paure vengono affrontate con coraggio e senza avidità, il raddrizzamento della vostra coscienza quotidiana accade. Il cambiamento di coscienza da Jàgrat a Swapna, da Swapna a Sushupti, dallo stato di veglia al sogna e dal sogno allo stato di sonno profondo, accade perché la consapevolezza non è raddrizzata. Sia i dossi della paura o gli urti dell'avidità sono responsabili dei salti della tua consapevolezza dallo stato di veglia allo stato di sogno o dallo stato di sogno allo stato di sonno profondo.

Se rimuovi tutti i dossi della paura prima di addormentarti non ti addormenti ma cadrai in qualcosa chiamato consapevolezza riposante che viene indicata dalla parola Turiya nel mantra precedente, drashtas. Così la parola Turiya denota lo stato di ritorno nella consapevolezza riposante, senza i dossi di paura o avidità. Ogni sera rimuovi tutti i dossi creati durante il giorno per paura o avidità. La pratica continua di rimuovere tutte le asperità di paura e avidità affrontandole, ti aiuterà a cadere nello stato di Turiya. Questo è ciò che Mahadeva chiama Processo di Morte - Dhyana Nirbhaya.'

La domanda successiva è di Sri Nithya Atmamaneeshananda. Egli chiede: 'Signore Mahadeva, i miei pranams (omaggi). Si dice che hai concesso il dono che, chiunque muoia in Kashi, venga liberato. Per questo motivo molte persone vivono a Kashi e aspettano che avvenga la morte. Qual è la verità? Basta vivere fisicamente a Kashi, o c'è qualcosa di più da fare, ulteriori Tue istruzioni, oltre a viverci fisicamente?'

Kala Bhairava: 'Siccome Mahadeva è la Mia stessa parola, ti rispondo che le persone che vivono e lasciano il corpo a Varanasi ottengono la liberazione.

Insieme al vivere e al morire lì, c'erano alcune preparazioni spirituali prescritte, come fare ajapajapa (ripetizione di mantra) e restare costantemente consapevoli del 3°occhio, Ajna chakra. Tutta l'aria e l'atmosfera era satura di queste istruzioni divine e pratiche spirituali, mantenute da me come Kalabhairava.

Ancora oggi chi non è capace, chi non sta praticando queste tecniche per il minimo richiesto, verrà spostato fuori dal confine di Varanasi prima di lasciare il corpo, per vari motivi, dalla loro ignoranza o da parte delle forze naturali. Così qualcuno che vive e muore rilasciando il prana entro il confine di Varanasi si libera naturalmente e raggiunge l'illuminazione direttamente.

Io Kalabhairava mantengo ancora la santità di quel voto e luogo, luogo fisico Varanasi. La santità e il voto che ho dato a quel posto fisico, Varanasi, non ha estinzione. Esso non ha data di scadenza. Finché il pianeta Terra esisterà e il luogo fisico Varanasi esisterà, solo le persone che praticano questi due grandi verità della ajapajapa e centrarsi nel terzo occhio, saranno in grado di vivere e lasciare il loro corpo a Varanasi. Lo spazio e il posto sono pieni della vibrazione fisica e la presenza di Me, Mahadeva come Kalabhairava.

Il luogo, luogo fisico di Varanasi, è equivalente al corpo avatarico eterno, Nithya (eterno), Avatara (divinità incarnata), Shareera (corpo). Come nel corpo dell' Incarnazione in cui io Mahadeva risiedo eternamente. allo stesso modo il luogo fisico di Varanasi diventa il centro di Me, la residenza di Mahadeva, eternamente. Come Me-Mahadeva, risiedo in quello stesso spazio fisico, centrato, qualcuno fa anche il sankalpa vivendo e lasciando il corpo a Varanasi o ispirato, iniziato a vivere centrato sull' ajapajapa e sul 3°occhio, ajna-chackra. Chiunque si rifiuti, resista, viene naturalmente spostato fuori da quel luogo fisico prima di lasciare il corpo, prima della sua morte. Ancora Me-Kalabhairava supervisiona direttamente questo atto fisico di rimuovere le persone che non sono qualificate, fuori del riquadro di Varanasi e portando personalmente le persone qualificate entro il limite fisico di Varanasi. Sono ancora affaccendato a curare la gestione degli affari di Varanasi assumendo fisicamente il controllo sull'intera area.

Chiunque arrivi lì semplicemente con gli occhi aperti, vedrà la Mia amministrazione fisica a Varanasi.

Varanasi si trova al di là delle leggi fatte dall'uomo e funziona ancora in base alla legge cosmica.'

La domanda successiva è di Suresh Kandaraj, che chiede: 'Che cosa succede all'anima delle persone che muoiono in un incidente o che vengono uccise? E' simile al suicidio?'

Kala Bhairava: 'Negli incidenti, se la persona direttamente coinvolta dice di sì alla propria morte, ciò verrà trattato come un suicidio; o, se non è coinvolto direttamente nel dire di si alla morte, ed è solo la situazione e le cose che sono oltre il suo controllo a dire di sì alla sua morte, sarà considerato come un omicidio. Durante il suicidio, la parte restante del tempo che deve vivere senza corpo, sarà vissuta con una profonda colpa e dolore, ma se è omicidio non ci saranno né il dolore né il senso di colpa. Gli sarà dato giusto uno spazio per riposare, senza alcuna sofferenza o tortura. Aspetterà in modalità di attesa, senza alcuna colpa o sofferenza. Ma se si tratta di un suicidio aspetterà con un profondo senso di colpa, dolore e sofferenza. Di solito i fantasmi che disturbano gli esseri umani, Rishi, Gandharva, Jinnaluo, Kimburudas, sono le anime di chi si è suicidato, non assassinato. Quelli uccisi avranno un'enorme simpatia e la tendenza ad aiutare gli esseri umani, i Jinnaluo, Kimburuda, Gandharva Gandhara ed i Rishi.

"Chiunque si connetta con quelli che hanno commesso il suicidio sarà in pericolo"

Così quelli uccisi possono essere amichevoli e utili agli esseri umani, ma quelli suicidati non essendo loro stessi in pace, non saranno in grado di aiutare. E chiunque si colleghi con quelli che hanno commesso il suicidio sarà in pericolo. Le persone che hanno commesso il suicidio, queste anime individuali faranno solo giochi d'astuzia per comunicare ciò che sentono come sofferenza, tortura e dolore verso gli altri e come profonda frustrazione e rabbia verso tutto nella vita e non saranno di alcuna utilità o aiuto agli esseri umani. Così Mahadeva Kalabhairava istruisce tutti i medium che si relazionano con i defunti di non mettersi in contatto, di non rapportarsi, non cercare di prendere qualsiasi aiuto con le anime che hanno commesso il suicidio. Ma si può provare a relazionarsi, ricevere l'aiuto e cordialità in qualsiasi forma e qualsiasi modo con le anime che vengono assassinate.'

La domanda successiva è di Nduja e Nduja (due gemelle) da Chennai: 'Nithyananda Swamiji! Puoi parlare dellla nascita dei gemelli? Perché due anime nascono insieme? C'è qualche motivo particolare per questo? E le anime hanno lo stesso scopo nella vita?' Kala Bhairava: 'Non esiste alcunché come due anime nate insieme. Solo due corpi sono creati insieme e la possibilità per le due anime di entrare viene creata. I gemelli, anche se nascono fisicamente connessi, non hanno alcuna connessione spirituale. E la connessione sentita da alcuni gemelli, è psicologica.'

La domanda successiva è del dott. Sundaresan dallo Sri Lanka che chiede: 'Caro Kalabhairava, Namah Shivaya. Quando accade la morte? E' quando il cuore si ferma o quando la respirazione cessa o quando la morte cerebrale si verifica come descritto nelle nostre linee guida mediche? Come può un medico aiutare l'anima che sta lasciando il corpo?'

Kala Bhairava: 'Quello che intendi come morte clinica non ha nulla a che fare con la morte. Quando la morte accade tutti questi sintomi che lei ha elencato: il cuore si ferma, il cervello si ferma e tutti gli altri sintomi che si sostiene accadano durante la morte clinica. Si prega di capire, se tutte queste cose stanno accadendo una ad una, quando tutti loro accadono, quando l'ultimo sintomo accade, questo dovrebbe essere il momento della morte secondo la normale comprensione umana. Tra questi avvenimenti, l'arresto della respirazione, l'arresto cardiaco, arresto cerebrale, quello che succede per ultimo dovrebbe essere il momento

"Ciò che intendi come morte clinica non ha nulla a che fare con la morte"

"I Siddha Jeevasamadhi vivono nel corpo, ma hanno fermato volontariamente tutti i movimenti e le azioni del corpo"

della morte. Se anche uno solo deve ancora accadere, allora la morte non dovrebbe essere essere dichiarata. La persona dovrebbe essere considerata come viva. Ma anche dopo che tutti questi tre sono avvenuti, solo se la riflessione interrompe il riflettersi sull' Ananda Gandha, la morte completa accade. La possibilità di ritornare alla stesso corpo diventa impossibile. Essa viene fermata. Fino che ciò non accade, la possibilità di ritornare alla stessa riflessione sullo stesso corpo esiste ancora.

Quindi, ciò che si chiama morte clinica dovrebbe essere rappresentata dal verificarsi di tutti e tre. Anche se uno di loro è ancora funzionante lapersona non dovrebbe essere dichiarata morta. Cosmicamente, solo quando il riflesso dell' Anandha Gandha (centro di energia vicino a plesso solare che solo un Avatara è in grado di attivare) smette di riflettersi sul corpo individuale sarà dichiarato morto, il che che avverrà solo dopo che avvengono questi tre sintomi fisici. Fin che tutti e tre questi sintomi fisici non avvengono, il quarto, quello del fermarsi della riflessione nell' Ananda Ghanda non succederà. A volte, anche dopo che questi tre, arresto cardiaco, respiratorio e cerebrale avvengono, l'Ananda Gandha può continuare a riflettere sul corpo per giorni, qualche mese, qualche volta anni, come nel caso dei Siddha Jeevasamadhi, i Siddha (mistici con poteri yogici) che vivono