KAILASA Library/SOLUZIONI GARANTITE BY THE SUPREME PONTIFF OF HINDUISM BHAGAWAN SRI NITHYANANDA PARAMASHIVAM/Cosa dobbiamo fare, Swamiji?Sign in
SOLUZIONI GARANTITE BY THE SUPREME PONTIFF OF HINDUISM BHAGAWAN SRI NITHYANANDA PARAMASHIVAM

Cosa dobbiamo fare, Swamiji?

Semplicemente innamoratevi con totalità, è tutto! Innamorarsi totalmente vuol dire essere completamente in assenza di ego. Per questo un Maestro, che è nello stato privo di ego, è in grado di dare solamente amore e compassione. Tutte le altre emozioni, come rabbia, irritazione, ecc., sono pseudo-manifestazioni del suo amore infinito. Finge di essere arrabbiato e irritato. Scende al tuo livello, si emoziona al tuo livello e così ti porta alla fase successiva per comprendere, tutto qui. Parla la tua lingua finché non sei in grado di capire la Sua, la lingua dell'Esistenza! Sì…?

Ma Swamiji, come possiamo cominciare a innamorarci totalmente? Sembra più facile a dirsi che non a farsi!

Per prima cosa: portate consapevolezza in tutto quello che fate. Diventate spettatori. Comincerete a sentire che tutto è una rappresentazione e voi state solo guardando, mentre per caso vi troviate a recitare una parte. E poi smettete di giudicare tutto quello che vedete. Quando smettete di giudicare, semplicemente amate tutto e tutti con totale innocenza.

Quando sei nel giudizio non vedi quello che E', vedi quello che vuoi vedere. La maggior parte della gente formula giudizi a priori. I giudizi per noi sono come le fondamenta di una casa. Quindi continuiamo a proteggerli come se fossero qualcosa di solido. Quando vediamo qualcosa, immediatamente la giudichiamo in base ai nostri preconcetti.

In questo modo com'è possibile vedere le cose come stanno? Quando mai riusciremo a innamorarci? Ci si può innamorare solo se si percepisce tutto con freschezza, con innocenza. Ma invece noi cosa facciamo? Cominciamo ad analizzare i pro e i contro persino in amore. Quando iniziamo ad analizzare qualcosa, ci sfugge. E quando finalmente ci decidiamo, magari è troppo tardi.

Vedi, la relazione Maestro-discepolo esiste solo perché tu perda l'ego. Il Maestro diventa l' espediente, il sostegno perché tu possa lasciar andare ego. Più ti dissolvi in Lui, più sarai pronto ad aprirti e a perdere l'ego. Quando sai che l'ego si sta dissolvendo? Quando inizi a provare una gioia mai provata prima.

Comincerai a sentire gioia senza motivo. Il solo fatto di esistere ti farà sentire felice. Naturalmente con il Maestro sei sempre sottoposto a una chirurgia dell'ego e ci saranno momenti di grande tristezza, quando l'ego è colpito. Ma quando emergi da questi momenti, avrai fatto molti passi avanti nella crescita e sentirai gioia infinita senza nessun motivo preciso.

Guarda i bambini. Sono entusiasti della vita. Sono belli. Ti sei mai chiesto perché tu non sei così entusiasta? Una volta eri anche tu così, non è vero? E poi, dove hai perso questo entusiasmo, questa innocenza? Dimmi! Dove pensi di averli persi?

(Un partecipante osa:) Siamo cresciuti e diventati più maturi,Swamiji. Abbiamo più esperienza…

Baah, baah! Esperienza in cosa? Nella noia? Vedete, sia ben chiaro: tutti pensiamo di essere più maturi dei bambini e di avere un atteggiamento corretto nei confronti della vita, mentre i bambini hanno bisogno di passare attraverso la vita per poter maturare.

La Verità è che siamo diventati così intellettuali da perdere il contatto con il cuore. Agiamo essenzialmente dalla mente. Persino le nostre emozioni sono dettate dalla mente. Abbiamo bloccato le emozioni che vengono dall'Essere. Abbiamo perso il contatto con il nostro centro.

Quando veniamo al mondo, siamo in uno stato di celebrazione e spontaneità. Con il passare degli anni, la società ci condiziona e crea per noi la mente. La mente poi si solidifica e comincia a dettarci regole. La Spontaneità che c'era è andata perduta.

Lasciate che ve lo dica, in questo processo di perdere l'ego, cerchiamo di riscoprire il bambino che è in noi. Quando eravamo giovani, eravamo più vicini a realizzare Dio. Man mano che cresciamo e diventiamo per così dire maturi, i condizionamenti sociali rovinano solamente il bambino che è in noi.

In tanti mi chiedono: "Swamiji, com'è che anche se parli della Verità Ultima, il tuo aspetto è quello di un bambino?" Ora mi dite che sono come un bambino perché non sono cresciuto e non sono maturato?! Semplicemente interpretate come più vi conviene, in base ai vostri ragionamenti filosofici. Questo è il problema.

Ma a causa del condizionamento sociale, siamo in grado di nuotare e di volare senza esserci allenati. Potrà sembrare assurdo, ma è così. Abbiamo questa capacità. Siamo capaci di nuotare e di volare, finché la gente non comincia a dire che non è vero. Se mettete un neonato in una vasca colma d'acqua starà a galla, non annegherà.

L'ego si manifesta in tanti modi e noi viviamo in base all'ego ogni momento della vita. In realtà tutti noi usiamo maschere giorno dopo giorno. Usiamo una maschera quando abbiamo a che fare con nostra madre. Usiamo una maschera diversa quando abbiamo a che fare con nostro padre, un'altra ancora con il nostro capo e così via. Finché usiamo la maschera giusta con la persona giusta, va tutto bene. Nel momento in cui usiamo la maschera sbagliata, vuol dire che ha fatto la sua comparsa l'ego. Tutto quello che si deve fare è cambiare maschera nel modo giusto e godersi lo spettacolo. Allora si diventa spettatori e non si è più coinvolti nel gioco come se fossimo entità fisse.

E' possibile godere solo quando si sa di essere al di là della maschera. Altrimenti ci si farà trascinare dalla maschera e si perderà il fascino della Vita. Se si sa che stiamo solamente usando maschere, i desideri cadono.

E' così: quando si cresce, automaticamente si abbandonano i giocattoli, non è vero? I giocattoli non interessano più. Allo stesso modo, quando guardi a queste maschere con intelligenza, non provi desiderio. Le usi soltanto e vai avanti.

L'ego si manifesta in molti modi subdoli: ecco perché sono necessarie tutte queste spiegazioni. Servono a capire dove crei blocchi nel sentiero interiore.

Meno blocchi hai dentro di te, più sei fluido e leggero, aperto e vulnerabile. Quando hai molti blocchi, sei solido e difficilmente penetrabile. L' ego agisce come una solida barriera riguardo a tutto.

Per esempio, quando qualcuno ti dice qualcosa, qual è la tua prima reazione? E' una certa resistenza, un 'no'. E quando dici 'no', per l'ego è una grande soddisfazione. Ti senti solido e fermo dentro di te. Quando dici 'sì', ti senti fluido e vulnerabile. Il tuo ego si sente soggiogato. E allora dici 'no'!

Questo è anche il motivo per cui, quando infrangi le regole a casa, a scuola, nel posto di lavoro o in qualsiasi altra parte, sei contento. In realtà, nel momento in cui sfidi una regola, provi una grande sensazione nei confronti di te stesso. Gli studenti sono felici quando perdono le lezioni. Perché? Perché dire no alle regole fa aumentare la tensione a livello dell'ego. Quando dici a un bambino che non può avere una determinata cosa, comincia a volere solo quella. Anche gli adulti provano soddisfazione lanciandosi sfide in diversi modi.

Marito e moglie difficilmente si trovano d'accordo su qualcosa di primo acchito! Vi porto un esempio di quello che succede tra i miei devoti. Se è il marito il primo a seguirmi, la reazione iniziale della moglie sarà di resistenza. Magari in segreto leggerà i miei libri e le potranno anche piacere, ma di fronte al marito non vorrà ammetterlo. Lo stesso vale se è la moglie ad essere per prima mia devota. Il marito proverà in tutti i modi a crearle ostacoli, prima di trovarsi finalmente in armonia con me.

Questo è il gioco dell'ego. Dire 'sì' ti fa fluire naturalmente in uno stato liquido dove non ci sono blocchi. Non significa che devi dire sì ciecamente a tutto. No! Significa che decidi di fidarti della tua spontaneità, senza subire le influenze dell'ego. E' tutto. Automaticamente sarai in sintonia con le cose giuste.

Cerca di capire che dire 'no' non è una precauzione o un atteggiamento protettivo che ti fa da angelo custode. Sii semplicemente aperto, senza resistenza e preconcetti. Questo basta. Sì…?

Ma Swamiji, finora avevo pensato che affermare la propria importanza fosse l'unica manifestazione di ego!

No! L'ego si manifesta in diverse forme, attive e passive, che abbiamo già discusso. Per questo è un elemento molto difficile da scoprire.

L'ego attivo è facile da riconoscere. Chi ha un ego attivo agisce in modo arbitrario. Proclama apertamente la sua importanza. Non si inchina di fronte agli altri. Ha un atteggiamento arrogante. Per un Maestro questo ego in realtà è più facile da affrontare. C' è solo bisogno di qualche colpo e crollerà!

Una storiella:

Un tizio perse tutto al gioco ed era ridotto quasi a mendicare.

Un giorno si recò in un ostello e si sedette per fare colazione.

Arrivò il cameriere a prendere l'ordine.

L'uomo rimase sorpreso. Il cameriere era un suo vecchio amico che in passato era stato ricco come lui.

Lo guardò e gli disse: "Stai servendo in questa specie di hotel come se fossi un cameriere!"

L'altro rispose: " Io sono solo un cameriere, non mangio qui."

(Risata!)

L'ego attivo si riconosce molto facilmente. Una persona con l'ego attivo non vorrà lasciarlo andare, anche se le vengono tolte tutte le altre difese, come il denaro, la ricchezza, ecc. L'ego attivo si può potare facilmente.

Ma l'ego passivo è molto sottile e astuto. Le persone con un ego passivo assumono un aspetto estremamente umile, non hanno il coraggio di affrontare gli altri, si mostrano timidi nell'attribuirsi meriti, ecc. La cosa peggiore è che pensano di essere così perché non sono egoisti. La verità è che sono molto più egoisti degli altri! Proteggono con molta cura l'ego da qualsiasi attacco, assumendo atteggiamenti di modestia.

Quando sei in uno stato di profonda consapevolezza e comprensione, sei un semplice osservatore del tuo ego e in questo stato automaticamente non sei né modesto, né egoista. Non sei in cerca di riconoscimenti e non li rifiuti. E nemmeno pensi o dici di essere questo o quello. Semplicemente sei.Tutto qui. Quando qualcuno ti apprezza o ti attribuisce dei meriti, semplicemente sarai in risonanza con l'Esistenza e basta! Tutto qui. Senza bisogno di fare paragoni o di avere pretese.

Quindi, sia ben chiaro: nella maggior parte dei casi, si pensa che l'ego attivo sia l'unico tipo di ego esistente. No. C'è qualcosa che si chiama ego passivo, di cui abbiamo appena parlato, molto più difficile da trattare.

Le persone con un ego attivo sono come ramoscelli secchi e duri. Si spezzano facilmente. Quelle con l'ego passivo sono come ramoscelli freschi e verdi. Ogni volta che si infligge un colpo all'ego, si piegano ma non si spezzano. L'ego è protetto così accuratamente che diventa difficile trattarlo. In realtà queste persone si danno un gran da fare per proteggere l'ego, ma in modo dolce e passivo. E l'ego passivo è più pericoloso di quello attivo.

Per esempio, ora siete qui con me a questo corso. Dentro di voi devono sorgere molte domande. State dando voce a tutte, spontaneamente? No. Le manipolate dentro di voi e alla fine le reprimete. Le manipolate perché pensate che sia da sciocchi porre tali domande. Non volete sembrare ridicoli e quindi non chiedete niente. State proteggendo l' ego. Se le domande si dissolvono in mia presenza è diverso. Ma non è questo il caso.

Vi preoccupate così tanto delle reazioni e delle opinioni degli altri. Non riuscite a sopportare un attacco all'ego che avete nutrito così amorevolmente in tutti questi anni. Questo ego è la vostra vera ancora. Se subisce uno scossone, vi sentite sradicati. Quindi, con la scusa di essere umili, ve ne state in silenzio. Perdete ancora una volta l'opportunità di esporre l'ego alla Presenza del Maestro. Perdete ancora una volta l'occasione di fare un passo verso la fioritura.

Lasciate che vi dica una cosa: alla fine del giorno tutte le domande sono sciocche. Non pensate neanche per un attimo che qualche domanda, e quindi la persona che la fa, sia più saggia degli altri. Quando si manifesta la vera comprensione, le domande si dissolvono da sole. Questa è vera saggezza. Ad ogni modo, siamo tutti impegnati a proteggere il nostro ego molto accuratamente.

C'è ancora un altro aspetto dell'ego che nutriamo con molta cura, il cosiddetto ego sociale.

Cos'è questo ego sociale?

Senti che la tua vita è qualcosa di molto privato e nessuno dovrebbe averne accesso.

Per esempio, alcuni vengono da me per parlare di comportamenti strani dei loro figli. Ma si sentono a disagio in presenza delle altre persone che sono lì attorno. Non vogliono che altri vengano a conoscenza di queste cose, perché esiste un' immagine sociale di loro e dei loro familiari. E se permettono ad altri di entrare nelle loro questioni familiari, sentono come di esporre tutto di se stessi. Hanno paura che la loro immagine possa essere distrutta e che non resti nient'altro a sostenerli nella società. Questo è ego sociale.

L'immagine che hai costruito con tanta cura, l'immagine che è diventata la tua identità, con la quale ti identifichi nella società, è in gioco. E' più un'identità per te che per gli altri! Se riesci a mostrare te stesso e la tua famiglia come realmente siete, sarai più rilassato, perché non ci sarà nessuna pressione per dover nascondere qualcosa.

Chiaramente dirai: "Swamiji, l'unico motivo di tenere queste cose segrete è che non vogliamo pettegolezzi!" Lascia che io ti dica che nessuno è autorizzato a parlare degli altri. Chi parla degli altri è sciocco. Ricordalo e il potere che dài agli altri e ai loro discorsi sparirà all'istante. E' che hai permesso agli altri di avere potere su di te, non è vero? Ora quel potere può sparire.

Decidi solamente di vivere come un libro aperto e basta. Vedendo il tuo coraggio e il tuo linguaggio corporale, gli altri automaticamente capiranno che non serve fare pettegolezzi sul tuo conto! Ti dico, lasciar cadere l'ego sociale e vivere senza privacy è una grande liberazione.

Inoltre a causa dell'ego sociale, siamo sempre auto critici. Siamo auto critici perché pensiamo che gli altri siano sempre lì a guardarci e a parlare di noi. Sia chiaro: quando sei auto critico, sei egoista. Pensi di essere una grande entità e che gli occhi di tutti siano sempre posati su di te. E' questo il motivo per cui diventi auto critico.

Se tu pensassi di essere 'nessuno', saresti auto critico? Lo sei, solo perché pensi di essere qualcuno. E inoltre pensi che se sei auto critico sembri umile. Questo in realtà è un disturbo che neanche sai di avere. Semplicemente continui a pensare di essere modesto e umile e continui a comportarti così.

Quando sei auto critico, vivi e non vivi. E' come una barriera alla tua bellezza e alla tua grazia. A causa di ciò la tua bellezza non si manifesta apertamente. Guarda gli animali in natura. Fluiscono belli e liberi! Perché? Perché non hanno auto critica. Semplicemente sono felici di essere una cosa sola con l'Esistenza. Nel momento in cui pensi che qualcuno ti stia guardando, è entrato l'ego e perdi il tuo sè naturale.

I bambini non sono auto critici come gli adulti. Se li guardi giocare, vedi quanta bellezza e innocenza c'è in loro. Anche quando si scatta una foto, puoi notare che le foto fatte senza sapere di essere fotografati sono molto migliori di quelle fatte in posa.

Nel momento in cui ti si chiede di posare, diventi auto critico. L'ego ha paura di quello che gli altri possono dire, del giudizio altrui. L'ego auto critico sta sempre calcolando i pro e i contro di tutto. Sta sempre soppesando lo sguardo e le opinioni altrui e così perdi la libertà.

Persino durante i corsi di meditazione, se avete notato, vi chiedo di coprirvi gli occhi con una mascherina, prima di iniziare la meditazione. Ma voi cosa fate? Guardate se gli altri si coprono bene gli occhi! Siete così auto critici persino in una sala di meditazione! E qualcuno non fa neanche la meditazione come si deve, perché è auto critico per il fatto che gli aiutanti e io siamo con gli occhi aperti! Fa la meditazione in modo controllato e alla fine perde il vero scopo per cui ha partecipato al campo di meditazione.

Quando smetti di calcolare e cominci a essere puro e aperto, sei pieno di meraviglia e di freschezza. La vita non sarà mai opaca e limitata.

E un'altra cosa: una persona pura non fa mai male a nessuno, perché per fare del male ci deve essere calcolo. E anche se farà del male inconsapevolmente non procurerà danno, perché si vedrà che non c'era intenzione. Il linguaggio corporale esprime l'innocenza e lo conferma.

Bene… ora parliamo di un'altra forma importante di ego: l'ego che viene dalla conoscenza.

Man mano che cresci, accumuli giudizi sulle persone attraverso l'interazione e dai dati accumulati dalle scritture e dai libri. Questi due fattori assieme creano tutto il tuo apparato mentale. Tutto quello che vedi, lo vedi attraverso questo apparato mentale.

Tutto quello che vedi diventa semplicemente un argomento a sostegno delle tue conclusioni a priori. Sei quasi un cadavere! In te non c'è possibilità di crescita. Guardi sempre attraverso occhiali di un certo colore, un colore che tu hai dipinto sulle lenti! Non immagini nemmeno quanto ti perdi in questo mondo pieno di meraviglia, a causa di questo atteggiamento.

Una storiella:

Un tale diceva all'amico: "Sai che mi sono ingannato da solo*?" L'amico chiedeva. "Perché? Cos'è successo?" E il tale: "*Ho sostituito dieci vetri rotti a casa mia e poi mi sono accorto che avevo una crepa negli occhiali!"

Se per un attimo guardiamo dentro di noi, ci accorgeremo che siamo noi il fattore comune in tutto quello che vediamo. Ma in qualche modo, non vogliamo mai guardare dentro. Pensiamo di sapere tutto e qui inizia il problema. La conoscenza mondana semplicemente non ci lascia la possibilità di evolvere.

La cosa più pericolosa in questo processo è che senti di esserti rafforzato grazie alla conoscenza. Senti di essere diventato una personalità solida in virtù della conoscenza, lungi dal sapere che sei diventato nient'altro che un peso per il tuo Essere.

Il tuo Essere è un fiume e tu l'hai reso stagnante con la tua cosiddetta conoscenza. La vera conoscenza sta nel riuscire a lasciar cadere la conoscenza che ti intralcia e riuscire a vivere come un bambino, scorrendo con spontaneità. Occorre spostarsi dall'ego alla spontaneità.

Siamo sempre pronti a suddividere in categorie e a mettere etichette su tutto quello che vediamo. Come risultato, priviamo la vita della sua spontaneità. Dividiamo in categorie la gente, i luoghi, le situazioni e tutto quello che ci troviamo davanti.

Una storiella:

Un tale una volta andò al cinema a vedere un film. Il film cominciava con l'intestazione di un famoso Studio internazionale cha aveva prodotto il film.

L'uomo disse a se stesso*: "Oh! Questo film l'ho già visto!"* Si alzò e se ne andò.

(Forte risata!)

Tutti i film di quella produzione portavano il logo dello Studio e quel tizio aveva concluso, dopo aver visto l'immagine iniziale, di aver già visto il film! E l'ha semplicemente perso e basta.

Siamo tutti così, soprattutto gli adulti. I bambini non sono così. Vedono tutto con freschezza. Sono pieni di vita. Non sono morti come noi.

Quando vai in spiaggia, guarda come sono eccitati i bambini. Se invece vai in spiaggia tu, ti sembra di conoscerla già. Persino la freschezza e la bellezza incomparabile della natura ti arrivano attraverso lenti colorate. Non sei capace di lasciar andare gli occhiali che ti porti dietro. La spiaggia diventa semplicemente un altro luogo per rafforzare la tua cosiddetta conoscenza. Lasciatelo dire: se senti che non ti stai per niente godendo la vita, la causa sta nella tua mente, nel tuo ego solido, non nel fatto che la vita non è bella.

Un tale si recò in vacanza in Svizzera e tornò dopo un mese. Una sera incontrò un amico e decisero di uscire a cena. L'amico gli chiese: "Allora, ti è piaciuto il bel scenario in Svizzera?" E il tale replicò: "Sì, più o meno. Ma le montagne erano sempre fra i piedi."